Chiamala come vuoi sempre di spazzatura si parla.
E in questi giorni, ma ormai ciclicamente, se ne parla molto e ne parlano tutti quindi ne parlo pure io.
Il problema della raccolta, dello stoccaggio e dello smaltimento dei rifiuti è un business multimiliardario, e dove ci sono i miliardi ci sono gli interessi degli imprenditori, della politica e delle associazioni criminose ( a volte i tre soggetti coincidono ma ormai ci si è fatta l’abitudine); non solo al sud ovvio, ma li si sa le cose sono più teatrali e si manifestano prima.
La mia idea riguardo il tema Spazzatura è abbastanza semplice e si articola in tre fasi.
Fase 1: Vista la situazione d’emergenza farei intervenire la protezione civile e toglierei il prima possibile la spazzatura dalle strade, stoccandola in centri di raccolta, anche esterni alle regioni dove la crisi si è manifestata, ovviamente a pagamento e addebitando il costo dell’operazione ai responsabili di tale situazione.
Fase 2: Contemporaneamente alla fase 1 andrebbero:
- annullati tutti i contratti in essere per inadempimento
- rimossi tutti gli amministratori, commissari, direttori, manager etc. responsabili dai loro incarichi e perseguiti per i danni materiali ed economici arrecati alla popolazione. tantopiù che da quest’anno si puo procedere con una “class action”.
Fase 3: separare le fasi di raccolta, stoccaggio e smaltimento affidando a tre diverse entità la responsabilità di ognuna fase.
Ad esempio io farei gestire la raccolta dei rifiuti ai municipi che hanno un miglior controllo del territorio e sono l’istituzione più vicina ai cittadini. lo stoccaggio andrebbe gestito a livello comunale, mentre per lo smaltimento una gestione a livello statale potrebbe essere una buona soluzione.
Un esempio potrebbe chiarire le idee.
il municipio organizza i punti di raccolta (rifiuti organici e materiale riciclabile) nelle strade come meglio crede e negli orari e tempi più consoni alle esigenze di quel territorio, preoccupandosi di trasportarli in un punto di raccolta (possibilmente all’interno del municipio); qui l’azienda incaricata dal comune provvederà a trasportare i rifiuti organici in aree adeguate per lo stoccaggio, il riciclo e il riuso, mentre destinerà in apposite strutture di smistamento tutti gli altri rifiuti
In questa fase entra in campo il terzo attore di tutta la storia, chi si occupa dello smaltimento. Gli smaltitori potranno stoccare i rifiuti su delle aree a loro assegnate, e dovranno essere solo quelle. Quindi l’azienda che si occuperà di questo dovrà impegnarsi a trasformare quel prodotto in un nuovo prodotto, o in materia per creare qualcosa di nuovo altrimenti finito lo spazio a disposizione finisce l’impresa. Ad esempio i rifiuti organici “l’umido” se opportunamente trattato puo diventare fonte di energia, fertilizzante per terreni etc. etc.
Tutti gli altri rifiuti saranno separati per tipologia e destinati ai vari consorzi nazionali che si occuperanno del riuso e del riciclo.
Ovviamente la mia è una trattazione semplicistica del problema, non conoscendo a fondo le problematiche che ruotano attorno al sistema, ma credo che separare le funzioni e di conseguenza le responsabilità renda più facile il controllo e la gestione del processo individuando in tempi rapidi soluzioni e miglioramenti.
Update 09/01/2008:
Alcune delle cose scritte sopra, con mia somma soddisfazione, sono state previste dal piano straordinario varato dal governo, ma non so come mai ho un piccolo presagio; gli amministratori invitati a dimettersi rimarranno tutti al loro posto e alle prossime elezioni ricompreranno i voti per essere rieletti dalle stesse persone che oggi sono in strada per cacciarli.
0 Risposte a “Monnezza, Munnezza, Rumenta…”